Statistiche e giornali che ci promettono che i secondi 150anni
saranno migliori, che tutti cederemo del tempo con qualche grazia,
con qualche amabile sopportazione.

Altri saremo, ma autentici forse di scarsa importanza, ma così leggeri
come il fiato dell'universo.
Nello stesso tempo in luoghi contigui altri-altri ruberanno due oche
e fileranno via. Un ottobre dissipato in spazi disparati,
qualche abate di penna e calamaio, un bianco esilio,
all'ultimo piano dentro una antichissima torre, io faccio parecchie cose,
e parecchi altri impegni ancora in corso.
Scompare la gente adagio, invecchia con pazienza una città,
uomini stanchi e madri ingravidate, una o due date per il pianto
ci sarà anche un giugno dopo l'ottobre
Se questo tempo è già naufragato allora è rotto
come un barattolo lasciato in un prato di periferia
calciato nell'acqua di un fiume,,
nudo salta, esce un pò di pittura, imbratta una tela, cade nella schiuma
e tu balla se puoi, che è piacevole vederti ondeggiare
e così tanti fiori lungo le rive, che si vedono anche di notte
e alla terza, spuntano fuori anche i ronzii degli insetti
anche loro visibili per integrarsi a tutto il resto.
C'è l'intenzione di scriverci un pò su, sul giugno e sull'ottobre
perché si tratta di momenti,, di rari momenti di lucidità
è così che allora posso smettere di essere
senza smettere di esistere. Payot. L'egemonia delle immagini
fluenti, e l'uomo che non è mai senza
senza una donna, il sesso neutro che somma le sue equazioni
e il risultato è quello che vomito,, che non è facile-mai.
Fuori i secondi,, fra 150anni sarò bellissimo.