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< Non sono l'azzurro >

una formica mi corre nella manica di camicia,, bianca
sulla quale mi appoggio per non far niente
sono in esilio sotto un albero
o sono un albero sotto un esilio
oppure sono l'estate
che sia morta di dolce e di buono
che copra il bosco d'inverno
che dorma qui accanto dove passano gli anni
l'uomo, la montagna e la casa

Rigaut scrive una lettera di presentazione alla morte
l'uomo guarda lo specchio, l'altro ha il suo nome
ora l'altro è lui, dunque ecco,, chi c'è dall'altra parte adesso
Nello smistare il traffico del pensiero Sant'Agostino
prende  D'Io per mano e s'incammina nel mondo

che necessariamente è il mondo con le sue infinite possibilità di perdersi

i pianeti ruotano prima ancora di esser nati
e vivaiddio compiono ellissi generando figli
nella più rara purezza
l'orecchio di Van Gogh debutta sulle più alte cime
mentre lo guardo converso in russo con Dante
mi faccio dell'argento del gelo,, che se ne va via da me
a piccoli salti e mi fa rimanere nudo e solo
a Narbonne demain,, ils s'apprêtent a détruire
le café



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