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Non perché la poesia
debba delirare su un pò di azzurro
o sdraiarsi sull'abisso o fornire voci di rondini
di cieli di stelle blu notte
e non perché la poesia
debba nascere nella melanconia di un giorno
né per schianto smisurato
con tante lacrime in soqquadro
da finire nella lista degli eccessivi
che perfino allontanarsi dalla luce,, ingerita per assunzione
ricorda gli anni
a volte brevi a volti pieni di un'esistenza intera
ma per le secondarie di terre che vanno,
per il confine nel primitivo sentimento coltivato, del tipo
dove corrono i fiori ? e le tende cresciute a colori
con i drappi ricamati ed il tavolo
che metterei laggiù nell'angolo
come un patrimonio dell'umanità o un prato Appio
o come i Santi o gli slanci,
pensa ad un fiore, ora pensane un altro
continua a pensare e cambiare fiore
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