Colmare la nevrosi

sulla pelle il sentimento, quello strato di elettricità che attorno al braccio diventa fragile e fa scendere addosso la paura.
Se vai in autostrada nel mattino di un ottobre metropolitano registri particolari impensabili di essere umani casualità e tocchi che incidono istantaneamente la memoria emotiva. Intanto il divagare per quanto fragile sia,,  è polvere!!! sfreccia la Shell gialla, una solitaria impalcatura ciondola, dentro a questa grande luce è mezzogiorno, dentro il mondo arrabbiato uno stupefacente tuono per questi presuntuosi quindici anni di fuga condannati ad arginare la pietà degli altri e non l’ho con nessuno,,  l’ho con me-evocare il mio io posso quando voglio e come voglio, così come posso chiudere ogni cosa il rubinetto dell’acqua o del gas,, o del mondo. c’è il sole. nell’autostrada sotto la grande galleria di cassia vene gonfie delle radici e sopra il verde della collina il tempo di ripartire è già passato, e poi risposte, risposte, risposte tutti i televisori sono accesi, le cucine riordinate nell’aria livida di un cimitero dove anche Jim Morrison chiede prima di morire, cos’hanno fatto alla terra
Voglio sentire l’urlo della farfalla nelle case allineate, nei palazzi antichi la città piange nel campo di patate saccheggiato dalle mille talpe un giovane scrittore regala la sua libertà agli altri corre un autostrada, che si fa strada lungo le rive lunghe di un Mekong, lungo queste rive, lungo il fiume laggiù fra riva e riva, nell’acqua tra le rive.
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