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che belle e perdute le sorelle Solaris, dagli occhi chiari non ostruiti e luminosi, dove i corpi arcobaleno ci nuotavano dentro e attraverso, come pesci trasparenti. Falcidiate dal tempo vagano, sputando vagano, oppure borbottando e piangendo vagano, negli incroci delle strade parlando di loro stesse vagano, coi denti come santuari, coi loro occhi su di me vagano e vagano nei nomi e nei cognomi che di tutti questi nomi e cognomi  non me ne vengono più in mente, in tutto questo che è così grande. Meno male eccola la magia che sta al di sopra di tutte le cose, lassù,, raccontami una favola di beati e di nascite variegate, e poi quegli uccelli sospinti dal vento che portano pesci e messaggi di carta, battezzati come non mai e poi mai, dove il tempo essere nostro potrebbe voler dire aver trovato Dio che bacia tutti con intensità di così rara bellezza che senza, nulla assumerebbe significato, così che ogni processo chimico (come noi siamo) spontaneo o indotto esisterebbe ed infine per ultimo,, io, e la vita stessa.

pensiamo in modo diverso di notte - mi disse
una volta  -
e poi citava Cocteau
mi pare ci sia un angelo in me
mi disse una volta - di notte -
e poi sorrideva sospirava e si alzava