e poi ci sarebbe una zona d'ascolto
dove seduto, ossa e gambe e labbra e orecchio e occhio e specchio
e penna,, scalcagnata penna,, sarebbe cosa degna e giusta et equa
allungare le gambe sospirando, e poi alzarsi e salutare e andare
ma sulla verità muta dei campi
incombe la città,, che porta l'indole a confondere i tagli
stasera il tuo dio corre e salta dentro l'occhio di universo in universo
io invece invecchio e tu non sopravvivi
celebra pure il mistero,, prodigiosa centometrista a sei zampe