Credo nella poetica scavante,, silenziosamente scavante
nelle voci scavanti di quelle che ti fanno sussultare
come quando vedi un morto
che poi quando scrivi o dici una cosa diventa obsoleta il giorno dopo
l'oggi va così, senza un filo di vento
altro che il sangue di Esenin e tutti i colori di Blok
voci di denaro venduto e ricomprato, di debiti swappati
ogni tanto bisogna levarsi il cappello e grattarsi la testa
ogni tanto bisogna camminare sulle uova,, a ritroso
e stare attenti a non affogare

il primo giorno fui bambino,, dice
il secondo ho accarezzato un sole ed aiutato
il tempo ad attraversa il mare

C'hai messo tutti gli elementi, dico,
ogni tanto esci da questo sonno profondo
lo sai che con me, tutto questo non va, mi affanna

fu un fiore di mandorlo per primo a destarmi
e a sospingermi al cospetto di una penna
ed il giorno forse fu il terzo

Ed io che pensavo fosse un geranio o i gelsi bianchi di Calabria
l'olandese volante siede e cede il passo al guerriero di pace,
ecco una mosca che non rinuncia al pranzo

Sei abile a cambiar discorso, se tu avessi avuto un nome,, 
che so un po più importante...
magari Valerio Olmo, forte robusto
saresti stato più spazioso, ampio, avresti abbracciato di più

Se dovessi cambiare nome, ne vorrei uno che mi togliessero il saluto
mi chiamerei Valerio Culo, stravagante ma sicuro






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